Il Marmo dei Sogni
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Per capire e valutare occorono una misura, un parametro,
un termine di paragone.Se la misura per valutare un imprenditore è
il puro rischio d’impresa, ho conosciuto tra questa montagne I migliori
impreditori. Perchè il rischio comincia subito la mattina presto,
per le vie di cava. La difficoltà è anche andarci in cava, non è una
passeggiata. Le strade di arroccamento cambiano, si muovono, sembrano
dune mosse dal vento. Da un giorno all’altro cambia il punto di vista
e di scatto, cambia il panorama. Dura la vita degli “Uomini del marmo”.
Perennemnete alla ricerca verso l’ignoto. Cosa ci sarà dietro questo
cappellaccio, dietro la pelle di questa montagna. Ci sarà una bella
bancata di “roba sana” o roba rotta buona solo per fare i sassi e
poi polvere di carbonato di calcio? Blocco buono che diventerà una
splendida scultura da centomila euro o sassi da polvere per un euro
a tonnellata?Meno male che il marmo è come il maiale, non si butta
più via niente. Il puro rischio d’impresa, “una milionata a bancata”
inteso come un milione di euro di investimento per ogni piano di coltivazione.
Una ruspa, un escavatore, una macchinetta a filo, una tagliatrice
a catena. Il tempo metereologico che influenza pesantemente i tempi
di produzione tempi di consegna. Piove o nevica per una settimana
ed è tutto è da riprogrammare alla faccia del direct costing. Se un
termine di paragone è la maestria e la perizia condita con la giusta
dose di incoscienza qui ho trovato i migliori tagliatori di pietra
del mondo: i Cavatori di Marmo. Palisti, ruspisti, escavatoristi,
i migliori filisti. Ho incontrato anche I migliori camionisti che
guidano a strapiombo i trazionati otto per otto. Altro che linea,
altro che autostrada con la pioggia, la nebbia e visibilità zero.
Con i baracchini si avvertono in curva di rallentare, fermarsi o andare.Qui
si va a memoria, si va a rumore, si riconosce il rumore del sasso
del giorno prima che rotola sotto. Si va a marcia indietro in salita
e i discesa e che discese, che strapiombi, con ogni tempo, si deve
andare, si va. Nessuna foto potrà mai rendere giustizia, il limite
bidimensionale la fa da padrone. In tutto il mondo, nell immaginario collettivo la parola Marmo evoca subito Carrara, e Carrara evoca Marmo. Marmo di Carrara, Marmo di Massa, Marmo della Versilia e Marmo della Garfagnana. Non dimenticando che da sempre al Marmo è stato associato il Toponimo Carrara, quasi a farne un tutt’uno inscindibile: Marmo di Carrara. Da secoli, per usare un termine da pubblicitario consumato, la Brand è Carrara. Il rilancio deve cominciare da Carrara, dal monte, dalle cave e dal marmo, il nostro nobile prodotto. Si vincerà con la qualità, si vincerà con l’innovazione, con l’aggregazione. Coniugare l’escavazione con l’eccellenza nelle lavorazioni, l’arte e la scultura con il turismo culturale ed enogastronomico. Infine deve essere abbandonato l’insano e preconcettuale campanilismo, non voglio immaginare che il motto “ dividi et impera” sia il futuro prossimo venturo. Politica, Istituzioni, Associazioni, Distretti, Istituti, Consorzi, operatori del settore e semplici cittadini, devono lavorare tutti insieme per far si che il distretto del Marmo di Carrara sia tale, ritornare ad essere Capitale mondiale del Marmo. Non ci sarà futuro senza il Marmo. Senza il Marmo forse non ci saranno le città del Marmo di Carrara. |
