Il distretto del Marmo
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Come era stato ampiamente previsto, dai più grandi esperti
di economia mondiale, Jeremy Rifkin su tutti, nel suo best seller
“l’era dell’accesso”, la globalizzazione con la conseguente mondializzazione
dell’economia ha influito pesantemente in maniera negativa nelle economie
dei paesi industrializzati. Il sistema Italia ed il comparto lapideo
Apuoversiliese non hanno fatto eccezione. L’evoluzione del gusto estetico,
le mode che cambiano, l’affacciarsi sul mercato mondiale di nuovi
paesi e di nuove pietre hanno profondamente inciso negativamente anche
sul Distretto del Marmo. Per quanto riguarda la Materia, il nostro
oro bianco, resistono bene solo sua maestà Statuario e il Principe
Calacata, mercati duri per il bianco ordinario. Nella trasformazione
i paesi emergenti, grazie a costi di lavorazione bassissimi, talvolta
possono fare dumping internazionale anche con il nostro prodotto che
viene da loro importato al grezzo, lavorato e riesportato a prezzi
ridotti. La crisi da ciclica è diventata strutturale. Ci sono comunque,
stando agli ultimissimi dati, segni di ripresa, è ora di ripensare,
di rivedere, di reinventare. Ho sentito tanto parlare in cava ed al
piano di formule e ricette per superare la crisi del distretto lapideo,
eccone alcune : “più qualità e meno quantità, il Marmo di Carrara
è un prodotto di nicchia”. La Filiera produttiva : “nel futuro più
blocchi lavorarati localmente e meno sassi”.”Innalzamento dei prezzi
della materia prima, incentivare la lavorazione in loco attraverso
la detassazione dei lavorati”. Forse è giunta l’ora di guardare un
pò più in là. Gli esempi del Prosciutto Crudo di Parma, del Parmigiano
Reggiano, della Mortadella, del Chianti Classico e del famoso Lardo
di Colonnata possono forse aiutare. Certo i tempi e i mercati sono
cambiati “non si puo più pensare di fare concorrenza con i prodotti
degli altri”. In termini occupazionali il comparto lapideo occupa
un posto preminente nell’economia Apuoversiliese. Nella già disastrata
economia della nostra zona, guai se venisse meno anche l’apporto del
Marmo. Nel tessuto socioeconomico “il distretto lapideo” occupa un
posto di grande rilevanza. Sono attive ad oggi circa 900 imprese che
offrono occupazione per circa 6000 addetti. La produzione e pari a
1.800 milioni di euro con un export di 500 milioni di euro circa.
Nell’anno 2005 sono state estratte 1.250.000 tonnellate di Marmo.
Il valore complessivo dell’escavato è pari a 200 milioni di euro. |
