Premessa
|
Sul Marmo di Carrara è stato detto, scritto e fotografato
molto. Libri sulla Storia, sull’economia, sull’Arte, e libri fotografici.
Autori, scrittori, fotografi, autorevoli e celebrati, hanno lasciato
un segno importante. Così come Il Marmo in tutte le sue espressioni
ed utilizzi lo ha lasciato nel Mondo. Nel mio infinitamente piccolo,
chi non si sente tale sotto questi cieli e di fronte a questi monti
, con questa pubblicazione ho cercato soltanto di dare un mio piccolo,
modesto, contributo alla conoscenza. Io, che dopo trent’anni di lavoro
nella comunicazione, mi considero ancora un apprendista, all’inseguimento
del futuro. Con “il Cielo Sopra Il Marmo” ho cercato di fermare il
tempo nel tempo, bloccare le lancette di un orologio e le pagine di
un calendario nell’anno 2006. Questo non è un libro storico o tecnico
sul marmo, è una altra cosa. Questa edizione è stata pensata da un pubblicitario con l’intento di migliorare la conoscenza e quindi la promozione del Marmo. Diverso è il modo di guardare e di fotografare. La deformazione professionale di un pubblicitario è un vera patologia. Il copywriter scrive in un modo diverso, ”due parole sbagliate e la campagna non funziona, non vendi”. La fotografia e la grafica poi non sono mai a se stanti ma vengono estremamente contestualizzate. Volutamente non ho inserito nessuna immagine storica del mio archivio o di altri. Questo mio viaggio, iniziato anni fa per passione fotografica, proseguito poi per amore per il marmo e per mestiere, vuole essere, forse, soltanto una testimonianza in più. Un viaggio che ha trovato il suo senso non nella meta da raggiungere, ma nel viaggiare stesso, sperando che non sia finito, che sia solo l’inizio. A volte i libri si pensano una vita, si scrivono in un mese e si leggono in un giorno. Se fotografare significa scrivere con la luce, è questo che ho cercato di fare sperando di esseci riuscito. Questo libro, infine, è partito anche da una precisa domanda: cosa sarebbe Carrara senza il Marmo e cosa sarebbe il mondo senza il Marmo di Carrara. Lascio immaginare la risposta, alla fantasia dei fruitori di questa mia modesta opera. |
